Socially awkward Chicken

 

Le persone normali possono sentirsi a disagio se devono parlare davanti a sconosciuti, se devono fare qualcosa di complicato per la prima volta e cose simili.

IO no. Mi sento a disagio per cose banalissime e infime. Da disadattata proprio. Non so nemmeno io che turbe psichiche mi portino a sentirmi così (giuro che non ho avuto traumi infantili particolari, a parte Dumbo e Bambi), ma la mia idea è che penso troppo quando mi trovo in situazioni a me non familiari. Ma che situazioni intendo? Quelle che per tutti sono di divertimento.

Esempio numero uno. Cover band e non che si esibiscono nei locali. Adoro la musica dal vivo e quando posso vado con piacere ad ascoltarla, anche perchè è una delle poche forme di “cultura” da poter assorbire nella mia città. Il mio problema è che se il locale non è ancora del tutto strapieno O se sono costretta dagli amici a stare in prima fila, mi capitano due cose. UNO: mi sento troppo vicina al gruppo di tizi che suonano e cantano, e mi sento scema a doverli fissare, magari col rischio di distrarli e farli sbagliare (asd). DUE: mi sento osservata; questo capita quando non c’è grande affollamento e non si può stare certo tutto il tempo a fissare i musicisti come zombie! Così come io fisso la gente per curiosità fregandomene se do fastidio, magari anche io capito nel campo visivo altrui e solo questa possibilità mi mette a disagio! Divento come Sheldon Cooper che cerca un posto per sedersi che non sia il suo amato spot.

Esempio numero due. Quando vado a “ballare”. A me non piace ballare, ma le mie amiche mi invitano ad uscire e dopo la cena/cinema/passeggiata etc spesso si sfocia nelle serate universitarie. Per principio non rinuncio mai a vedere posti nuovi, infatti quando accetto lo faccio anche con entusiasmo. Quando mi ritrovo in pista però, il livello di awkwardness cresce e cresce. A parte la gente che balla divinamente, come io non potrei nemmeno immaginare, ci sono un sacco di tizie vestite benissimo per l’occasione, mentre io nella mia versione più “carina” sembro un’impiegata del catasto, seriosissima (non ho capito come sia umanamente possibile). Dopo qualche tentativo di ballo penoso mi rendo conto che è meglio stare ferma, resto in mezzo al gruppo di amiche & amici di amiche che capiscono al volo la mia natura di disadattata e faccio finta di guardarmi attorno con altezzosità; non posso nemmeno fare un giro del locale perchè è troppo pieno e perderei per sempre di vista le mie amiche. Meno male che esistono le luci strobo che confondono, così se mai qualcuno dovesse notare una soggetta ferma immobile in mezzo alla pista, sarebbe poi troppo confuso per rendersene conto.

Esempio numero tre. Il mio preferito perchè rende davvero l’idea. Quando entro in una stanza/luogo pubblico, sia essa la sala d’attesa dell’oculista, la palestra, la posta, il panificio, un negozio qualunque, non so mai se salutare o meno. Anzi, so che dovrei salutare, ma non so mai come fare. Cioè, lo so che basta dire “buongiorno”, ma se la gente non mi risponde mi sento una sfigata, e raramente mi risponde perchè saluto con una voce così bassa che non mi sento nemmeno io!

Meno male che di tutto ciò me ne frego grandemente, sennò sarei davvero da ricoverare 🙂

Annunci

Un pensiero su “Socially awkward Chicken

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...