Cara Alice, non sei la sola

Avete presente quella scena struggente in cui Alice (nel paese delle meraviglie) si dispera perché non è capace di darsi ascolto? Per chi ha avuto un’infanzia triste e non ricorda la scena, eccola:

E il post potrebbe finire qui, perché tra me e Alice non c’è differenza. Una parte sensata di me sa dire le cose giuste, sa individuare le soluzioni e fiutare le fregature. Una parte minchiona ingenua/sognatrice/fanciullesca di me, si fa trascinare dall’entusiasmo senza pensare alle implicazioni, alle possibili complicazioni di ogni situazione, semplicemente si lancia fregandosene e ostinandosi a pensare che, in un modo o nell’altro, tutto andrà benissimo. Perché? Perché? Perché questo inguaribile ottimismo, nonché noncuranza degli imprevisti???

La cosa ironica di tutto ciò è che è una cosa che sta capitando in questo periodo, mentre di solito sono piuttosto diffidente/riflessiva/razionale. E la cosa ancora più ironica di tutto ciò è che questo mi capita quasi esclusivamente in situazioni conviviali, perché in questo periodo il mio punto debole è proprio l’interazione con altri umanoidi. Finirà questo periodo? Sono certa di sì, ma spero di non passare troppo per l’antipatica della situazione solo perché ho un senso di smarrimento che devo camuffare il più possibile, prima di darmi alla fuga.

Voi non direte niente a nessuno di tutto ciò, giusto?

alice hipster

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