Il giovane favoloso – Parte 1

Ovvero: come perdo ancora una volta l’occasione di stare zitta. Sono la persona meno adatta per fare una recensione sul film di Martone con l’amato Elio-uomo-della-mia-vita-Germano, infatti non ho conoscenze di nessun genere in materia ma odio il fatto che siano solo degli pseudo letterati a scriverne, e non dei comuni mortali (non chiedetemi perché). Di recensioni che paragonano certe scene a quadri o film tedeschi con i sottotitoli in mandarino non me ne faccio niente, voglio solo leggere i pareri e le deduzioni di persone NORMALI. Dato che ancora non mi sono imbattuta in scritti del genere, faccio da me.

Di Leopardi ho rimosso tutto quel poco che sapevo e che ho imparato – volentieri – al liceo, per cui ho visto il film con le seguenti nozioni (più o meno accurate) di base: 1) è nato a Recanati 2) suo padre si chiamava Monaldo 3) è vissuto nel 19° secolo 4) è morto a Napoli 5) pessimismo (ma la mia prof insisteva che non era pessimista) e storia controversa/bromance?? con un certo Ranieri 6) ha avuto un’infanzia un po’ dimmerda perché il padre lo costringeva a fare lezione e a declamare poesie in presenza di altri nobili per esporre lui e i fratelli al pubblico ludibrio.

Leopardi ci piace al liceo perchè, fondamentalmente, lo percepiamo come sfigato/secchione/socially awkward e ci identifichiamo in lui. E poi il suo pensiero è identico a quello di Schopenhauer, cosa che ho dedotto al liceo ma non ricordo più in che sssenzo dicevo ciò. Evviva evviva. La mia ignoranza abissale non mi ha impedito di innamorarmi di lui come guida intellettuale e di certe poesie, ovvero le più mainstream come L’infinito, La luna e Il sabato del villaggio. Delle altre non mi frega molto, ora come ora, perché certe cose si devono amare in certi periodi della vita. Quindi non fate i sapientoni con me perché non attacca. Giacomino, perdonami perché conosco un centesimo delle tue opere, ma io sono ignorante e subumana, quindi non mi fulminare, ti prego. Il pensiero di te mi ha dato forza durante gli anni del liceo, in cui ero una secchiona e mi incavolavo con la ggente che era dozzinale e incolta (io almeno ci provavo, a modo mio). 

Tutto questo ambaradan è solo un “mettere le mani avanti” da buona siciliana, e giustificare le empietà che potrei dire e che qualche persona dotta potrebbe leggere (ma ne dubito). Quello che sto cercando di delineare è un panorama di come io percepisco il film e il personaggio, in piena soggettività e noncuranza delle nozioni, che non sono materia di mio interesse.

Mi prendo ancora una serata per riflettere su varie parti del film in modo da parlarne in modo coerente.

 

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